Due minuti e trenta secondi di puro nonsenso
Grazie a quelli di Voglio essere intercettato – un nome, un programma… – sul web sta divendando popolare un video che pretende di spiegare l’origine della crisi. Ecco a voi il formulario economico-finanziario del nuovo millennio…
Tra le tante cose, chi glielo spiega a quelli di TeleToscana Nord che:
- La Banca Centrale Europea emette moneta come tutte le altre Banche Centrali al mondo. L’unica differenza, se paragonata alla Federal Reserve, è che continua a farlo con l’obiettivo di una «crescita sostenibile, non inflazionistica» (salvo future modifiche dei trattati)
- La Banca Centrale Europea non è un mostro che ricatta le vecchie Banche Centrali Nazionali, tant’è che sono le BCN a detenere il capitale sociale della BCE
- Il tasso di rendimento di Bot e Btp dipende dal rischio legato al titolo (così come per qualsiasi altro titolo di Stato), non è che la BCE presta moneta ai governi al tasso dei titoli emessi dagli Stati (ma recentemente hanno legalizzato le droghe pesanti in Italia?!)
- E’ vero che sui titoli di Stato italiani gravano tassi elevati, ma il governo oggi è costretto a tagli e tasse non a causa dei tassi (o meglio, non solo a causa loro). E infatti già si parlava di tagli e tasse anche all’inizio della crisi, quando il rendimento dei titoli di Stato italiani era ancora a un livello accettabile. Se lo Stato italiano non fosse cresciuto a dismisura e nel frattempo non si fosse anche persa di vista la crescita non solo oggi avremmo un minore debito pubblico, ma i nostri titoli di Stato non verrebbero percepiti come titoli tossici e di conseguenza anche i tassi sarebbero più bassi. Va da sé che, in quel caso, l’Italia di cui ci troveremmo a parlare sarebbe molto diversa da quella con cui purtroppo abbiamo a che fare oggi… Sarà mica colpa della BCE anche l’inadeguatezza della classe politica italiana degli ultimi venti-trent’anni?!
- Il vero motivo per cui oggi si rivendica tanto il ritorno alla sovranità monetaria è un altro: si vorrebbe risolvere il problema del debito attraverso la sua monetizzazione, cosa che potrebbe portare a una pericolosa impennata del tasso d’inflazione (e chi glielo spiega poi all’anziano risparmiatore che i soldi messi da parte fino a quel momento perderebbero di colpo parte del loro valore? I giornalisti di TeleToscana Nord?)
- La tanto decantata Argentina oggi si ritrova proprio a fare i conti con un’inflazione galoppante (volendo pensar male, potrebbe anche essere di gran lunga più elevata di quello che ci fa sapere il governo argentino…). E non è che il Paese sia il paradiso in terra…
Evidentemente i giornalisti di TeleToscana Nord rientrano tra quelli che accusano a gran voce le Bance Centrali di creare debito stampando moneta (???) e invocano il ritorno alla sovranità monetaria per poter monetizzare più agevolmente il debito (stampando ancora più moneta, in barba al tasso d’inflazione). Sul controsenso di fondo del signoraggio ho già scritto (qui, qui e qui) ma questo è il tipo di informazione che meritiamo nell’Italia di oggi, dove ogni anno le Facoltà di Economie sfornano migliaia di nuovi laureati, eppure prendono ancora piede le più strampalate “teorie” economiche. Che altro dire? Cari giornalisti di TeleToscana, alle prossime elezioni – mi raccomando – votate Scilipoti. Il livello è quello.
Ricordate cosa disse Berlusconi un mese dopo aver rassegnato le dimissioni? «Anche con il decreto salva-Italia del governo dei professori, lo spread è rimasto a livelli elevati e la crisi continua a mordere. La vergogna di chi ha indicato il mio governo come l’unica causa di questa situazione è sempre più evidente». I fatti lo smentirono qualche tempo dopo, quando lo spread prese davvero a calare. Sulle ragioni ho già scritto e tornerò più avanti, resta il fatto che quando lo spread ha iniziato a toccare minimi che sembravano un lontano ricordo, la stampa italiana – con poche eccezioni – si è impegnata in una mitizzazione del governo tecnico senza precedenti. Al coro si sono presto unite anche voci autorevoli della stampa internazionale, che credevano di aver trovato nel nuovo Premier italiano il taumaturgo d’Europa e Monti, dal canto suo, si è guardato bene dal riportare tutti con i piedi per terra: «La crisi è superata» ha sostenuto a inizio aprile « l’Italia è solida». Poi, però, qualcosa di apparentemente inaspettato: lo spread ha ripreso la sua avanzata. E allora maledetta Spagna, maledetta Confindustria: la prima è stata accusata di aver alimentato nuovi dubbi sulle sorti dell’Unione Europea, la seconda – nella persona di Emma Marcegaglia – di aver palesato pubblicamente il proprio scetticismo sull’operato del governo.
Ora, tralasciando il fatto che questa continua cronaca dello spread è un autentico stillicidio che conferma lo stato di salute dell’informazione economica italiana (…), vediamo cosa è avvenuto realmente in tutti questi mesi.





