Crisi Economica | Manfredi Pomar

Indignados italiani: di tutto, di più

15 ottobre 2011 0 Commenti / Comments »

Nel giorno dell’indignazione globale i nostri eroi non ci hanno messo molto a coprirsi di ridicolo. Chiarisco subito: non mi riferisco ai black bloc che hanno messo a ferro e fuoco Roma – un capitolo a parte – ma a quelli che intendevano manifestare pacificamente. A giudicare dalle proposte avanzate, gli indignati d’America non stanno tanto meglio però quelli italiani meritano una menzione speciale.

Già qualche giorno fa, prendendosela con Bankitalia, avevano dato prova d’aver capito poco e niente dell’attuale crisi. Confusi come sono, credevano di trovarsi di fronte il corrispettivo italiano di Wall Street. O forse ritenevano inaccettabile la spending review proposta dalla banca centrale. In un Paese dove a scuola si insegna che i tagli sono il male – non la spesa improduttiva – non è poi così assurdo che vengano additati come nemici pubblici quelli che indicano l’unica strada per la salvezza rimasta prima del default. Già, perché una patrimoniale servirebbe solo a rimandare ulteriormente la risoluzione dei problemi, quindi, a meno che non si manifesti un deus ex machina dall’estero, l’unica strada percorribile resta quella indicata da Bankitalia.

Difficile spiegarlo agli indignados, che invece, proponendo di non pagare il debito (volete capire che un default avrebbe conseguenze disastrose sul piano economico e sociale e, finché possibile, andrebbe evitato?), non fanno mistero della propria stupidità. Purtroppo, però, non è questa l’unica ragione per cui gli indignati di casa nostra, quelli a volto scoperto, si sono coperti di ridicolo. Oltre al viso, infatti, hanno mostrato altro: le solite vecchie bandiere, i soliti vecchi striscioni. Gli indignados sono quelli del No-Tav, appartengono a movimenti e collettivi che intendono cavalcare la crescente tensione sociale, sono i residuati di Rifondazione Comunista (con tanto di striscioni pro-Palestina, difficile capire il nesso). Una macedonia indigesta di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. E allora complimenti, miei cari indignati, complimenti vivissimi! Quella che doveva essere un’anonima marcia dell’indignazione, prima di degenerare nel caos, si è subito rivelata l’ennesima farsa made in Italy. Anche nell’indignazione gli italiani riescono a distinguersi. Sì, per stupidità.



Padre, fermali, perché non sanno quello che fanno

19 settembre 2011 0 Commenti / Comments »

Da un’intervista su CincoDias:

Credo sia molto importante avere nel 2012 una Banca Centrale Europea più moderna, questo potrebbe aiutare a uscire dalla crisi e cambiare l’attuale situazione di declino economico. Che si trasformi in una banca come la Federal Reserve: ora lavora molto e bene contro l’inflazione ma si sta anche impegnando duramente per lo sviluppo economico. (Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea nonché fondatore di Forza Italia e PdL, giusto per ricordare anche qualche responsabilità sul piano politico)

Se c’è qualcosa degli Stati Uniti che l’Europa non dovrebbe assolutamente emulare è la politica monetaria. Proposte come quelle di Tajani servono solo a creare le giuste condizioni nel Vecchio Continente per un massiccio quantitative easing in pieno stile Fed, appunto.

Premesso che di moderno nella politica della Federal Reserve non c’è nulla – immettere liquidità non è nulla di nuovo e, dal 2008 ad oggi, siamo già arrivati alla discussione di un terzo possibile round di espansione monetaria (QE3) – ci tengo a ricordare a questo brillante luminare della Commissione che una simile iniziativa, oltre a essere in palese contrasto con l’interesse dei cittadini europei, comporterebbe una aperta violazione dei trattati dell’UE. Ricordate la «crescita sostenibile, non inflazionistica» prevista dal Trattato di Maastricht?
Ecco, in Commissione sembrano essersene dimenticati.

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Agosto, sito mio non ti conosco!

Non aggiorno il sito da un po’ di tempo ma, ci tengo a precisarlo, il sito NON è chiuso. E’ il clima agostano che mi tiene lontano dal computer.
Tanto per rimanere in tema, ecco la quarta sinfonia (L’estate) di Erkki Melartin, compositore finlandese di cui forse scriverò prossimamente, vedremo…

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