Professione di fede

03 giugno 2010 Nessun commento »

Credo in un solo sondaggio…

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Da decenni i più autorevoli studiosi di scienze sociali sottolineano i limiti del sondaggio; già nella seconda metà degli anni Settanta il buon Bourdieu scriveva che l’opinione pubblica – o meglio, quella sondata attraverso i sondaggi – non esiste. E’ giusto che indagini di questo tipo vengano realizzate, ma i risultati non sono verità assolute. Non esistono sondaggi reali e fasulli; esistono sondaggi i cui dati – puramente indicativi – andrebbero presi con le pinze, sempre e comunque. Per dirla con Nietzsche: non ci sono fatti, bensì interpretazioni.

Ma anche accettando per dogma il risultato dei sondaggi, a nessuno viene in mente che forse Berlusconi gode di un consenso maggiore rispetto agli altri leader europei perché la manovra italiana, a confronto con le misure introdotte negli altri Paesi, è appena un leggero antipasto? Spagna, tagli per 50 miliardi in tre anni; Francia, 100 miliardi in tre anni; Germania, 10 miliardi all’anno per cinque anni. L’Italia invece mette sul piatto una manovra da 24 miliardi, nonostante un debito pubblico di gran lunga superiore a quello dei Paesi citati. Sapere di preciso a quanto ammonta l’indice di gradimento del Premier è davvero così importante? O è più importante sottolineare che il governo del Paese che dovrebbe tagliare di più è  proprio quello che, allo stato attuale, sta tagliando di meno?


Comunicazione di servizio: spammer affetti da logorrea acuta hanno preso di mira il form che permette di inviarmi e-mail dal sito. Cancellerò la pagina incriminata. Chi volesse inviarmi messaggi privati può sempre usare Facebook o Twitter; chi si fa meno remore può lasciare commenti pubblici sul blog.

Ancora sulle agenzie di rating

13 maggio 2010 3 commenti »

Secondo un’inchiesta della procura distrettuale di New York alcune importanti banche, fornendo informazioni fuorvianti, avrebbero alterato i giudizi delle agenzie di rating. Un’occasione per tornare a parlare di queste società  che, neanche una settimana fa, venivano descritte come il male assoluto.
Da capro espiatorio a “vittime”. Buon ascolto.

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Was du geschlagen zu Gott wird es dich tragen

04 aprile 2010 1 commento »

L’ex rettore dell’Università di Firenze, Augusto Marinelli, ha chiesto a Quirino Paris, docente dell’Università di California, 750.000 euro di danni per ciò che è stato scritto sul suo conto (su Repubblica, L’Espresso e Ateneo Palermitano, di cui, come forse sapete, sono ora direttore responsabile). Sfortunatamente in Italia l’opinione pubblica si mobilita in nome della libertà di stampa solo quando vengono toccati i volti noti, ultrastipendiati e con le spalle coperte dai grandi partiti; i cani sciolti, gli unici realmente liberi e indipendenti, non meritano le stesse attenzioni. Con questo non voglio rovinarvi le feste, ma annunciarvi che del nuovo “caso Paris” – il precedente si è concluso con un’assoluzione – ci occuperemo nel prossimo numero del giornale.

Concludo questo centesimo intervento con il buon Mahler, ispiratore involontario di questo blog. Resurrezione, argomento scontato in questo giorno di festa, ma lasciatemi essere banale, prevedibile. Che queste parole possano essere una consolazione per tutti voi.

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PS: colgo l’occasione per esprimere tutta la mia solidarietà anche alla giornalista Franca Selvatici e a tutta la redazione di Repubblica. Il giornale è infatti stato citato, sempre da Marinelli, per altri 700.000 euro.

Voce di donna

03 marzo 2010 5 commenti »

La Sere non riesce a liberarsi delle parole dell’Attilio per la sua Ninetta. Allora le faccio il verso – come sono dispettoso – e propongo sul mio blog un diverso modo d’amare. Un gioco speculare: visto che la Sere prende in prestito le parole di un uomo, io userò quelle di una donna. Una donna che conosceva bene il significato della parola “abnegazione” (altri tempi, infatti quelli che seguono sono versi scritti nel lontano 1937).


«Io nacqui sposa di te soldato.
So che a marce e a guerre
lunghe stagioni ti divelgon da me.

Curva sul focolare aduno bragi,
sopra il tuo letto ho disteso un vessillo -
ma se ti penso all’addiaccio
piove sul mio corpo autunnale
come su un bosco tagliato.

Quando balena il cielo di settembre
e pare un’arma gigantesca sui monti,
salvie rosse mi sbocciano sul cuore;
Che tu mi chiami,
che tu mi usi
con la fiducia che dai alle cose,
come acqua che versi sulle mani
o lana che ti avvolgi intorno al petto.

Sono la scarna siepe del tuo orto
che sta muta a fiorire
sotto convogli di zingare stelle.»

(Antonia Pozzi, Voce di donna)