Who is John Galt?

Perdonate la citazione randiana, mi chiamo Manfredi Pomar e sono nato a Catania il 19 aprile 1984. Ho iniziato a occuparmi di giornalismo appena maggiorenne, collaborando con testate cartacee ed elettroniche. Conseguita la maturità classica al Centro Educativo Ignaziano di Palermo, a diciannove anni ho lasciato la Sicilia per trasferirmi a Milano dove, alla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, ho intrapreso la carriera universitaria. Ho concluso poi quell’esperienza scrivendo una tesi di laurea su Hugo von Hofmannsthal. Sono poi approdato all’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Scienze Politiche, dove mi sono laureato con una tesi di management sull’uso di fondi di private equity a sostegno delle PMI innovative.

A soli vent’anni mi sono iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e nell’estate del 2006 ho avviato la mia prima iniziativa editoriale, “Calcio Nazionale”, esordendo nel ruolo di direttore responsabile. Nel 2007 sono stato scelto come direttore responsabile dell’innovativo magazine “Voice and the city”; nello stesso anno ho partecipato alla stesura del business plan di un progetto giunto finalista al Premio Nazionale Innovazione, la più importante business plan competition italiana. Sulla scia di questo successo, nel 2008 ho preso parte ad importanti eventi fieristici del settore industriale.

Ho offerto consulenze di marketing e maturato esperienza anche nel settore Vendite, in qualità di Account/Media buyer, gestendo i rapporti con pregiati brand, aziende legate al settore pubblicitario e istituzioni. Attualmente sono direttore responsabile di Ateneo Palermitano, voce indipendente ormai storica nel panorama dell’informazione accademica.

Amo la storia, la politica e tutto ciò che ha un valore culturale: letteratura, musica, cinema, fotografia. L’arte in genere. Mi piace molto viaggiare ma non mi considero esterofilo: sono fiero delle mie origini e profondamente innamorato dell’Italia e del suo patrimonio, a mio avviso ineguagliabile. Pierre Bourdieu mi avrebbe inserito nella categoria dei “nuovi intermediari culturali”, definiti poi da Vanni Codeluppi come “professionisti che operano principalmente nei settori dei media, del design, della moda e della pubblicità la cui attività comporta la progettazione, la produzione, il marketing e la diffusione dei beni simbolici”.

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