Aridatece la Cinquetti!

«Il piccolo principe è tra i primi tre», di fronte a una simile notizia mi sono visto costretto a seguire le battute finali di Sanremo. La trovata avrà certamente garantito balzi di audience, peccato che gli ultimi minuti abbiano offerto uno spettacolo che definire orrendo sarebbe riduttivo. Antonella Credici, ribattezzata da alcuni Lady Lasagna, si è persino messa a cantare “Le tagliatelle di Nonna Pina” saltellando allegramente, per mettere in luce l’infinita grazia. Il palco del teatro Ariston come gli studi de “La prova del cuoco”. L’immagine di Paese irrimediabilmente trash è sotto gli occhi di tutti. E i finalisti? A contendersi la vittoria sono stati tre reality show, non tre canzoni: X Factor (Marco Mengoni), Amici (Valerio Scanu) e Ballando con le stelle (Emanuele Filiberto).

«Non perdo mai» cantava Mengoni. E infatti a vincere è stato Scanu. «A sorpresa» secondo la Clerici, quando invece tutti lo davano per vincitore; nel sondaggio del Corriere ancora prima del ripescaggio. Nonostante la vittoria mi chiedo quale sia il merito di Scanu, la canzone è dilettantismo allo stato puro. Le strofe seguono pedissequamente il pianoforte, come neanche le canzoncine dei bambini, e il ritornello? Non so chi abbia scritto il testo ma dovrebbe  vergognarsi: «a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i LAGHI». L’Italia ha un nuovo Dante.

E poi lui, il nostro amato principe. Il più fischiato, eppure eccolo lì, non solo ripescato ma addirittura in finale, a rubare il posto a una Irene Grandi quasi in stile Shirley Manson o a una Malika Ayane che, nel suo pezzo, ha persino osato fare a meno della classica ripartizione strofa/ritornello. Troppo per una manifestazione nazional-popolare, troppo per un Paese dove ancora sopravvivono i nostalgici della monarchia.

A loro dedico questo post.

4 commenti

  1. Bart

    Concordo pienamente. Gran bel pezzo quello di Malika, e fantastica interpretazione! Per fortuna ha preso il premio della critica e il plauso dei componenti dell’orchestra.

  2. admin

    Era il minimo, Malika non è una cantante improvvisata come quel pagliaccio di Emanuele Filiberto ma una professionista che ha studiato musica seriamente. Meritocrazia, questa sconosciuta. Studio, preparazione, bravura: cosa contano queste minuzie di fronte alla faccia tosta di un principe megalomane e stonato?

  3. lucia

    Porterò per sempre con me l’immagine della Clerici che balla il can can, tornita da una gonna a balze tricolore…e detto francamente quest’immagine spiega al meglio il tenore del festival di quest’anno.
    Insomma: Tony Maiello soddisfa X factor.
    Valerio Scanu soddisfa Amici.
    Il principe l’abbiamo risarcito.
    Nessuna contro programmazione di Mediaset…
    Tristissimo panorama…
    E Irene Grandi sapeva più di Baustelle.

  4. admin

    La Clerici che balla il can can non ho avuto modo di vederla ma non credo che ne soffrirò… Quanto al principe, come fa a conciliare questo suo messaggio d’amore per l’Italia con la precedente richiesta di risarcimento lo sa solo lui. L’Italia non gli deve nulla, semmai è lui a essere in debito: gli esperti non riescono ancora a quantificare i danni a lungo termine causati dalle sue stonature. Intere generazioni rovinate; donne che, temendo una futura apparizione del principe, si rifiutano di mettere al mondo i cittadini del domani; molti padri di famiglia si sono dati all’alcolismo… Qualcuno dovrà pure pagare!
    Azzeccatissimo il paragone con i Baustelle ma per grinta, personalità e cantato (soprattutto nella prima strofa, bello grave) mi ricordava la Manson degli inizi; per altri versi anche la Manson più recente: in ogni caso per un attimo mi ha fatto rivalutare Sanremo.
    Solo un istante, mi hanno subito fatto ricredere.

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