Quando il gioco non vale la candela

Una indagine di Harris Interactive conferma le mie perplessità sulla vendita dei giornali online. Il 77% degli intervistati dichiara di non essere disposto a pagare per leggere i contenuti su Internet; il restante 23% è composto principalmente (19%) da utenti che spenderebbero da uno a dieci dollari mensili. Il dato, già avvilente per gli editori che si sono dichiarati pronti ad abbracciare l’invito di Rupert Murdoch, in realtà è ancora più triste perché quel misero 23% va a sua volta diviso tra tutte quelle testate che, nel caso di una svolta verso un sistema a pagamento, si contenderebbero il mercato dei giornali online. Non solo.

Le entrate pubblicitarie dipendono in maniera significativa dal numero di visitatori/lettori. Gli editori che metteranno in vendita i loro giornali online per guadagnare una manciata di dollari da quei pochi lettori disposti a pagare vedranno crollare le visite – e quindi le entrate pubblicitarie – a vantaggio di quelle testate che, rimanendo gratuite, avranno invece un ulteriore boom di accessi. Il gioco non vale la candela, strano che molti editori facciano fatica a capirlo.

Se le stime sono così poco rassicuranti negli Stati Uniti è difficile credere che le cose possano andare meglio in un Paese come l’Italia, dove il 47% dei cittadini usa il computer (Istat, 2009) e una parte assolutamente minoritaria della popolazione possiede le nuove tecnologie mobile (le uniche, allo stato attuale, a poter introdurre l’idea di mettere mano al portafoglio per leggere i giornali online, grazie a specifiche applicazioni a pagamento).

La crisi dell’editoria è strutturale, l’intero sistema va ripensato, ma non è con la proposta di Murdoch che si risolve il problema. Anzi, potrebbe rappresentare il modo più rapido per fallire.

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