Ius soli (vantaggi)
L’operato di questa destra – lo sanno i lettori abituali del blog – non mi convince granché, in particolare per quel che riguarda la politica estera, quella economica e le assurdità proposte dalla Lega (spesso assecondate dal PdL). Eppure se qualcuno mi chiedesse di indicare la migliore iniziativa politica degli ultimi anni segnalerei senza dubbio il lavoro della Fondazione FareFuturo, che non può essere considerata (ahimè) il cuore della destra italiana di oggi ma che senza dubbio rappresenta la sua avanguardia politica. Se la fondazione continuerà su questa strada, la sinistra finirà col trovarsi indietro anche su tematiche a lei care (diritti civili, problemi sociali, integrazione europea) e sarà di fatto costretta ad ulteriori riflessioni sulla propria identità.
Purtroppo però a fare i riformatori di un’area conservatrice si finisce con l’essere additati come nemici dal proprio schieramento. E’ il rischio a cui sta andando incontro negli ultimi mesi il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini (che presiede la fondazione), come testimoniato dai sempre più frequenti attriti con Umberto Bossi (che non rinuncia mai a toni velatamente minatori quando si tratta di rampognare qualcuno: «Fini non va da nessuna parte, resta con noi, ci vuole bene. Che cosa potrebbe fare senza di noi?»).
Così, se da un lato troviamo la Lega Nord, che propone emendamenti razzisti e incostituzionali come il tetto alla cassa integrazione per gli extracomunitari (oggi, per fortuna, ritirato), dall’altro abbiamo Gianfranco Fini e FareFuturo, con proposte a sostegno dell’integrazione degli stranieri nella vita civile del Paese. Due visioni diametralmente opposte che mettono in luce ancora una volta le mille contraddizioni di questo sistema politico forzatamente bipartitico.
Sul razzismo della Lega ho già scritto molto e nel tempo i deputati leghisti hanno soltanto confermato le mie critiche: se un tempo mascheravano i loro intenti con la scusa della legalità, scagliandosi soltanto contro i clandestini, ora non fanno mistero di voler colpire indistintamente tutti gli stranieri, anche quelli che vivono e lavorano onestamente nel nostro Paese. Così facendo negano articoli costituzionali a frotte (a partire dai primi quattro principi fondamentali) e offendono le istituzioni a cui alcuni di loro hanno persino prestato giuramento. Se un tempo la parola era «indecente» (Der Schwierige, 1918), oggi è totalmente svuotata del suo significato.
Veniamo alle richieste di Fini in materia di cittadinanza: queste si spiegano con la maggiore validità dello ius soli (diritto del suolo) nella società multietnica di oggi. Allo ius soli si contrappone infatti lo ius sanguinis (diritto del sangue), assolutamente anacronistico in quest’epoca globalizzata – fatta di mobilità internazionale e grandi flussi migratori (in tutte le direzioni, come dimostrato dal grafico in basso) – e difeso invece dai gruppi etnonazionalisti come la Lega Nord che non vogliono meticciarsi per difendere la “purezza della razza”. Se soltanto facessero leggere nelle scuole i lavori di Jared Diamond…

Con tutti i cittadini italiani che dicono di vergognarsi dell’Italia (a partire da quei leghisti che neanche riconoscono la nazione in nome di una più vaga idea di Padania) non vedo perché non dovremmo premiare gli stranieri che invece sentono di essere parte integrante del nostro Paese. La cittadinanza è questione di valori condivisi, per dirla con Fini «le democrazie europee devono suscitare sentimenti di appartenenza anche in coloro che vengono da Paesi lontani, facendoli partecipi attivamente e lealmente della vita collettiva, dei valori sociali, degli obiettivi di fondo della società».
Una visione allargata del concetto di cittadinanza favorirebbe inoltre l’integrazione degli stranieri e scoraggerebbe il sorgere di sentimenti anti-italiani. Si parla tanto di sicurezza, ma la sicurezza passa anche da qui. Strano che si faccia così tanta fatica a capirlo in un Paese che, più di molti altri, ha conosciuto anche il fenomeno dell’emigrazione (con tutte le sue dirette conseguenze).










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