Ritratto di famiglia
Qualche settimana fa ho notato che qualcuno è approdato sul mio sito cercando “origine cognome Pomar”. Ecco svelato l’arcano: il cognome, pur essendosi sviluppato con ogni probabilità nella zona di Medina de Pomar – località a due passi da Bilbao ma appartenente alla comunità di Castiglia e León, non ai Paesi Baschi – si è poi largamente diffuso nell’area catalana della penisola iberica, tanto da risultare tuttora particolarmente diffuso nelle Isole Baleari.

Più complessa è invece la storia dei Pomar d’Italia; tuttavia – se penso nello specifico alla storia della mia famiglia – non posso che trovarla affascinante, perché è la storia di politici, letterati, melomani. Non posso fare a meno di citare per esempio i due fratelli Ciaccio (Alessandro e Francesco Paolo), uno dei quali era mio trisavolo, o Matteo Fabra – mio bisnonno – che fu compositore ed insegnante di orchestrazione (per un breve periodo si trasferì anche a Milano per insegnare al Conservatorio Giuseppe Verdi, ma le condizioni di salute della moglie lo costrinsero a tornare subito in Sicilia).
Rovistando nel passato dei Pomar compare inoltre un legame con un’altra famiglia siciliana, quella degli Auteri (nel 1830 Rosalia Pomar sposa Salvatore Auteri; in seguito, nel 1850, sposerà invece quel Gaetano Daita – letterato e patriota – a cui è dedicata una via proprio a Palermo ma questa è un’altra storia). Soffermandomi su questo legame, sono incappato nella figura di Michele Auteri Pomar, intellettuale poliedrico: fu consigliere comunale e assessore, scultore, scrittore e autore di parecchi libretti d’opera (Dolores, Marcellina, Il negriero, Severo Torelli, Il conte di Gleichen), su musiche di Salvatore Auteri Manzocchi, suo nipote. Conobbe Giuseppe Carducci e, per la sua attività di scultore, soggiornò a lungo in Toscana diventando il continuatore della scuola di Giovanni Dupré.
Concludo il post di oggi con le immagini di una famosa scultura di Michele Auteri Pomar (le foto sono di Elisabetta Palaia). La figura scolpita è quella del Ministro dell’Istruzione Giuseppe La Farina. Il monumento venne inaugurato a Torino nel 1884 e posto in Piazza Solferino, dove oggi però è possibile vedere solo il monumento equestre a Ferdinando duca di Genova: nel 2004 infatti la scultura di Michele Auteri Pomar è stata portata al deposito pietre del Comune di Torino, in via Buscaglioni 23.










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