Due domande
Non ci credo. Non riesco a crederci. Davvero.
Beppe Grillo ha annunciato oggi, tramite il suo blog, la candidatura alle primarie del Partito Democratico. Tralasciando la presunzione del Grillo-uomo («Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini») ciò che più mi lascia perplesso è questo punto:
Il mio programma sarà quello dei Comuni a Cinque Stelle a livello nazionale, la restituzione della dignità alla Repubblica con l’applicazione delle leggi popolari di Parlamento Pulito e un’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico, a partire da Silvio Berlusconi.

Ho due domande.
La prima: qualora dovesse vincere le primarie (ipotesi plausibile visto il largo seguito che è capace di mobilitare e vista l’inadeguatezza degli attuali concorrenti) con quale faccia pensa di proporre un Parlamento pulito, lui, condannato definitivamente per omicidio colposo a un anno e tre mesi di carcere? Se non sbaglio, inoltre, aveva precedentemente assicurato che, proprio per una questione di coerenza, non si sarebbe mai presentato come alternativa politica.
Seconda domanda: come può apparire credibile all’opposizione l’uomo che più di chiunque altro, parlando di Berlusconi, è solito gridare alla censura, se poi lui per primo rifiuta ogni forma democratica e civile di confronto?
- Nota -
Premesso che ritengo l’iniziativa “Parlamento Pulito” una evoluzione internettiana del giustizialismo dipietresco e che non mi sento di condividere una simile iniziativa per il semplice fatto che anche un condannato dovrebbe avere il diritto di partecipare attivamente alla vita del suo Paese (la storia dell’Italia d’altra parte è piena di patrioti che hanno scontato pene severe per le più svariate ragioni), credo che se il discorso deve valere per tutti, allora deve valere anche per Grillo. Sulla questione del reato di omicidio colposo infatti i giustificazionisti sostengono che, non conoscendo noi le dinamiche che hanno portato alla condanna, Grillo andrebbe lasciato in pace. Mi pare un po’ troppo comodo liquidare così la questione, dal momento che Grillo non ha mai riservato lo stesso trattamento agli altri attori della politica.
- Aggiornamento -
I vertici del Pd, rifiutando la candidatura di Grillo alle primarie, hanno sbagliato su tutta la linea. Innanzi tutto perché hanno così dimostrato la natura falsamente democratica del loro partito e in secondo luogo perché, così facendo, hanno regalato altri voti all’Italia dei Valori.
Alle due precedenti, aggiungo quindi una terza domanda: era forse questo il reale obiettivo della candidatura/provocazione di Grillo?









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