Oscar 2009
Ora che sono noti i nomi dei vincitori dell’ultima edizione torno a parlare degli Oscar e ovviamente non posso che iniziare questo post manifestando il mio disappunto per la vittoria di Sean Penn come migliore attore protagonista. Chi ha letto questo mio precedente intervento, sa bene che, secondo il mio modesto parere, il premio spettasse a Langella. Sean Penn è senza dubbio un grande attore e “Milk” è un film interessante sui diritti umani, una sorta di “Malcolm X” incentrato però sui diritti degli omosessuali, ma non dare la statuetta al protagonista di “Frost/Nixon”, la cui recitazione fatta di lunghi silenzi vale più di mille parole, è stato un errore grossolano. Potevano dare l’Oscar a Sean Penn nel 2002, per la sua parte in “Mi chiamo Sam”, sua migliore interpretazione a mio avviso; non quest’anno a scapito di un esemplare Langella. Va detto però che di “Milk” ho particolarmente apprezzato l’inserimento della lirica nelle musiche.
Meritate le statuette per “The Millionaire” di Danny Boyle, regista che molti ricorderanno per il film-cult “Trainspotting” o per “28 giorni dopo”, che, pur appartenendo a un genere certamente non di prim’ordine, resta un buon film. In “The Millionaire” il regista inglese fa un ritratto dell’India citando uno dei simboli più rappresentativi di quel Paese: Bollywood. Sarà che sono attratto dall’India da quando ne ho memoria (basti pensare che, ai tempi del liceo, sulla copertina del mio vocabolario di greco campeggiavano caratteri in sanscrito) ma ho particolarmente apprezzato questo film. Vi avverto però che vedendolo si corre il rischio di innamorarsi perdutamente della protagonista, la cui bellezza – semplice e disarmante – è destinata a lasciare il segno.

Diverso è invece il caso di Kate Winslet, protagonista del drammatico “The reader”. Il critico americano Charlie Finch ha commentato le scene di nudo dell’attrice britannica definendo “repellente l’uso del corpo attraente di Kate Winslet per creare un clima di comprensione nei confronti di un personaggio odioso i cui crimini non vengono mostrati” (l’attrice veste i ruoli di una guardia nazista). Personalmente mi chiedo che film abbia visto il sig. Finch. In “The reader” il corpo di Kate Winslet non è mai sensuale ed eccitante, sarebbe eccessivo parlare di erotismo in questo caso visto che nel film persino le scene di nudo assumono un qualcosa di decadente che carica di inquietudine lo spettatore. Per quanto riguarda la comprensione si crea semmai quando la protagonista si addossa anche responsabilità altrui pur di non ammettere di essere analfabeta e comunque si tratta di un’empatia fugace, annullata dalle dure parole di una delle vittime nella parte finale del film. Da sottolineare la buona interpretazione di Ralph Fiennes che, già silenzioso all’inverosimile in “Spider” di Cronenberg, mostra ancora una volta la propria bravura nel vestire i panni di personaggi introversi, taciturni, complessi.
Concludo questo post con una domanda provocatoria: se Heath Ledger non fosse morto gli avrebbero mai dato l’Oscar?









I post più commentati