Manfredi Pomar

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Se solo avessimo Angel Gurria (OCSE) al posto di Attilio Befera…

di Manfredi Pomar | 4 maggio 2013 | 4 commenti

«Misure come il redditometro fanno aumentare i costi amministrativi destinati a contrastare l’evasione, si tratta di un onere ingiusto su persone e imprese rispettose della legge che si comportano onestamente e pagano le tasse. E’ necessario chiedersi se tali costi si giustificano. Quando l’evasione è un fenomeno così diffuso bisogna decidere se mitigare le misure di contrasto o mantenere costi amministrativi elevati»
– Angel Gurría, Segretario Generale dell’OCSE

Parole sante che riassumono abbastanza bene ciò che avevo scritto proprio alcuni giorni fa. In Italia, però, preferiamo ignorare il problema e tenerci il nostro costosissimo apparato. Se non altro veniamo ampiamente ripagati dalle perle su tasse ed evasione di Attilio Befera… Ecco la mia top 5!


«[Quello che succede in Italia non ha] Niente a che vedere con quello che succede nel resto del mondo. Ha visto il film di Muccino “La ricerca della Felicità”? E’ tratto da una storia vera ed è un esempio dal punto di vista civico: racconta di un evasore, Will Smith, che a un certo punto va in banca e trova il conto prosciugato, perché c’era passata la Internal Revenue Service, l’Agenzia delle Entrate americana.»

«Non c’ è una riscossione buona e una cattiva.» [la domanda era: crede a una riscossione più umana?]

«Il fatto che l’Agenzia perda in contenzioso il 30% delle cause non vuol dire che nel 30% dei casi l’accertamento dell’ Agenzia era vessatorio o sbagliato.»

«Lo Stato non può fare lo sconto per fare pagare le imposte. In Italia di sconti ce ne sono fin troppi.»

«Una giungla di norme fiscali nate negli anni ’70 e modificate successivamente rendono inapplicabile il detto di Benjamin Franklin “La morte e le tasse sono inevitabili”. Qui le tasse non sono nemmeno certe.»


Ma in fondo potrebbe andare peggio…
Immaginate se al posto di Befera ci fosse Antonio Ingroia!

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Commenti

4 commenti to “Se solo avessimo Angel Gurria (OCSE) al posto di Attilio Befera…”

  1. Pippo
    maggio 8th, 2013 @ 16:28

    la gente non sa un cavolo, almeno i dipendenti, perchè non vedono il 50% che è prelevato direttamente in busta paga nè il restante 25% (siamo quasi a un 75% del totale per uno stipendio medio-buono) che è per i contributi a carico datore di lavoro e accantonamenti tfr.
    Gli altri poi però si lamentano – giustamente – per Equitalia.
    Domanda: se questi soldi ve li gestiste voi, non sareste più contenti ?
    Risposta: ovviamente sì. E’ tutto un latrocinio. Queste sono BALLE. La mamma stato che sperpera il 70% di quello che tocca .. puàh. Poi tirano fuori balle sull’evasione fiscale perchè tutte le strade sono buone per spremer quattrini. Ma tanto anche facessero 100 mld di euro ogni anno ne spendono 8 volte di più..

  2. Pippo
    maggio 8th, 2013 @ 16:32

    Oso pensare (non ho dati) che nemmeno in Unione Sovietica il peso fiscale reale (poi c’è anche l’iva) arrivasse a tanto. Il prossimo passo : accreditare gli stipendi direttamente all ‘agenzia delle entrate e farsi autorizzare le spese . I signori come il magistrato non sanno nulla, nella loro profondissima ignoranza ideologica, perchè sono supertutelati e lo stato i contributi glieli paga figurativi (a loro sarebbero trasparenti lo stesso). Se messere andasse a fare l’imbianchino, come dovrebbe essere necessario a 22 anni per la sua ideologia, vedrebbe che dopo pochissimo dovrebbe dare 3500 euro di contributi minimali ad inps e iniziare a pagare l’iva di competenza. “ma non lo ho”. “attaccati, sporco capitalista, evasore, sordido profittatore delle masse”. Meglio tromboneggiare in tv e sui fessi.

  3. Manfredi Pomar
    maggio 9th, 2013 @ 08:58

    Bentornato! Posso confermare con certezza il tuo ragionamento: nell’Unione Sovietica era categoricamente proibito detenere quantità di denaro in valuta estera, ma a parte questa restrizione se una famiglia riusciva a mettere qualcosa da parte lo Stato non se lo mangiava come avviene oggi in Italia né gridava all’evasione per convincere i cittadini a farsi pelare ulteriormente.

    E anche io credo che se lo Stato avesse di più, grazie ai capitali evasi recuperati, troverebbe comunque il modo di spendere di più e non in qualcosa di produttivo. Magari troverebbe il modo per aumentare lo stipendio al signor Befera, che già ci costa un occhio della testa e per fare cosa? Dire idiozie e scrivere letterine piccate ai quotidiani nazionali? Bella la vita del funzionario pubblico… Mentre lui, pagato a peso d’oro, va in giro a dire che in Italia di sconti ce ne sono troppi, ci sono aziende che si trovano a dover scegliere se pagare i dipendenti, i fornitori o le tasse.

  4. Manfredi Pomar
    maggio 9th, 2013 @ 09:09

    E aggiungo: l’evasore sarà anche un parassita ma senza dubbio lo Stato è ladro perché in tutto questo prende persino più di quello che gli spetterebbe. Prima dal contribuente onesto (perché quello che non paga l’evasore totale è redistribuito tra chi le tasse le paga già); poi, quando riesce a recuperare capitali evasi, dall’evasore stesso. Nella sostanza intasca due volte. Ecco com’è che può permettersi campagne pubblicitarie inutili e ridicole…

    Quanto a Ingroia, bè, uno che dice certe cose non mi sembra molto equilibrato, ci sono elementi che lo renderebbero un caso interessante per gli studenti di psichiatria… E la cosa grave non è soltanto che la presunzione d’innocenza, a quanto pare, non esiste più in Italia; è assurdo che certe parole vengano da uno che da anni lavora nella giustizia, non dal primo Grillo di passaggio. Siamo messi bene…

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