Manfredi Pomar

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Perché non avreste dovuto votare Movimento 5 Stelle

di Manfredi Pomar | 25 marzo 2013 | 10 commenti

Beppe Grillo, Silvio Berlusconi, PdL, M5S, Movimento 5 Stelle, propaganda, populismo, politica, ItaliaIl 25 novembre 2012 pubblicavo su questo sito un post dal titolo piuttosto eloquente: “Dieci buone ragioni per non votare per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo”. Passato inosservato all’indomani delle elezioni regionali di Sicilia, il post in questione veniva invece ampiamente condiviso prima delle politiche dello scorso febbraio. L’intervento, corredato da esempi concreti e digressioni varie, elencava tutta una serie di mie perplessità sul Movimento di Grillo. A un mese dal voto, col nuovo governo che deve ancora insediarsi, quelle mie critiche hanno già trovato ampio riscontro. Vediamo perché.

Nel primo punto lamentavo nel Movimento 5 Stelle l’assenza di una struttura interna degna del concetto di rappresentanza democratica e criticavo la gestione personalistica di Grillo. Ebbene: chi ha deciso la linea del M5S sul voto di fiducia, nonostante una larga parte della base si fosse detta disposta a un’apertura al PD? Chi, in una riunione a porte chiuse (per fortuna che loro mandavano tutto in streaming…), ha dettato quella per il voto dei Presidenti delle Camere, rifiutata da un numero esiguo di deputati poi messi alla sbarra per eresia? Chi ha deciso le condizioni da proporre a Napolitano per un governo 5 stelle? Chi ha scelto i due “coordinatori della comunicazione” (ovviamente allineati e fedelissimi alle indicazioni di Grillo e Casaleggio)?

Il secondo punto riguardava invece la gestione del dissenso interno. Non sono certo stato io a scagliarmi contro l’articolo 67 della Costituzione perché così «l’eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno» (dove “nessuno” in questo caso sta per la premiata ditta Grillo-Casaleggio). Senza dimenticare la polemica all’indomani del voto che ha premiato Grasso e Boldrini: ai dissidenti alla fine è stata concessa la grazia del Supremo Leader del Movimento ma il problema continuerà a porsi.

Il terzo punto riguardava da vicino proprio il comico genovese, in particolar modo la sua scarsa credibilità come leader politico. Anche in questo caso non sono mancate le conferme. Per settimane abbiamo dovuto confrontarci con i suoi continui ripensamenti, con le sparate seguite da immediate smentite (Berlusconi ha fatto scuola). Esemplare il discorso sulla moneta unica. Grillo nega di voler portare l’Italia fuori dall’euro – o almeno così dice ora ai giornali stranieri – ma era stato proprio lui a parlare espressamente di default e ritorno alla lira.

Punto numero quattro, sull’irrealizzabilità di molte proposte del Movimento 5 Stelle. In questo caso è sufficiente esaminare le proposte che compongono il programma economico di Grillo per capire con quante balle (e di quale gravità) è stato drogato il popolo italiano nel corso della campagna elettorale e nelle settimane immediatamente successive (quando Grillo ha continuato a chiedere un governo 5 Stelle per realizzare, per l’appunto, le principali proposte del programma). Una riflessione sull’argomento l’ho fatta in un altro post, chi volesse approfondire la trova a questo link.

Arriviamo così al quinto punto, sui metodi della bieca propaganda di partito. Anche qui le conferme si sprecano, basti pensare ai commenti censurati da Grillo dopo che una parte della base si era opposta all’imposizione di una linea politica senza una consultazione interna. Anche la stessa nomina dei due coordinatori della comunicazione può leggersi come un modo per canalizzare, controllare e distorcere a piacimento la comunicazione del movimento, tant’è che Grillo per il ruolo ha selezionato il fedelissimo Messora, disinformatore complottista di professione che vanta migliaia di “inchieste” – così le chiama lui – roba del calibro di “irriducibili islandesi” e “HIV grande balla”. Temo che il Pulitzer per quest’anno non arriverà.

Punto sei, sul populismo. La linea dettata da Grillo si commenta da sé. I deputati del Movimento 5 Stelle, che a parole dovrebbero rappresentare un risparmio per il contribuente, in realtà finora hanno soltanto riscaldato la sedia. Il loro contributo al superamento dell’attuale stallo politico-istituzionale è pari a zero. Rifiutano di formare un governo, non votano se non possono sostenere i propri uomini, non parlano con i giornalisti (qui c’è da capirli: almeno si risparmiano figure barbine), non partecipano, se non per avanzare richieste assurde (come quelle fatte a Napolitano), certi di vedersele rifiutare (trattandosi di pretese che vanno ben oltre ciò a cui il movimento potrebbe ambire dopo il risultato delle urne). I deputati di Grillo svolgono soltanto un ruolo di disturbo, ostacolano il lavoro altrui senza aggiungere alcunché al dibattito politico. Questa, ragazzi miei, è antipolitica allo stato puro e l’antipolitica è tipica di chi si ciba di pane e populismo.

Ancora conferme al punto sette, dove descrivevo il Movimento 5 Stelle come il partito delle bufale, pieno di complottisti e creduloni pronti a prendere per vera qualsiasi assurdità letta sul web. E infatti all’indomani dell’elezione l’ineffabile Paolo Bernini se ne andava già in giro a parlare di Zeitgeist e microchip sottocutanei. Dopo aver scatenato l’ilarità sul web, l’immediata (immancabile) precisazione, quella che ormai ci accompagna da anni: tutta colpa dei giornalisti. Questi grillini puzzano già di vecchia politica.

La sistematica denigrazione dell’avversario – presente al punto otto – rappresenta la colonna portante della strategia comunicativa del Movimento 5 Stelle. Il segreto del successo di Grillo sta tutto lì, nell’instillare dubbi su tutti, senza esclusioni. La campagna contro l’attuale Presidente del Senato Pietro Grasso fornisce un ottimo esempio. Non potendolo accusare né di essere un mostro né di essere un dinosauro della vecchia politica, Grasso è diventato la foglia di fico, l’emblema della partitocrazia (dal sito di Grillo: «I giochi erano già fatti per mettere in difficoltà il MoVimento 5 Stelle. […] Lo schema si ripeterà in futuro. Berlusconi proporrà persone irricevibili, il pdmenoelle delle foglie di fico»). Inutile specificare che non c’è nessuna prova dello “schema” dei “giochi” targato PD / PdL, ma si sa: Grillo è solito sputare accuse a caso come se si trattasse di verità assolute, confutate, indiscutibili.

Punto numero nove: i sostenitori esaltati. Qui taglio corto: è sufficiente una rilettura dei commenti lasciati dai grillini nel post di cui questo intervento è la naturale continuazione. Per Grillo però gli «schizzi di merda digitali» sono quelli di chi solleva dubbi legittimi, non quelli delle orde di troll grillini che riempiono di insulti e insinuazioni infondate i siti delle voci critiche.

Infine il punto numero dieci, sulla competenza dei deputati eletti tra le fila del Movimento 5 Stelle. Qui, dopo appena un mese, gli esempi si sprecano davvero. Non solo millenaristi con la passione per i microchip sottocutanei, ma anche gente che non conosce il numero esatto dei senatori (pur volendone diminuirne il numero…) e non sa come si elegge il Presidente della Repubblica; gente che forse non ha mai aperto un libro di educazione civica, a cui non si può certo chiedere di conoscere e comprendere gli articoli della Costituzione. Il livello è veramente basso, imbarazzante – a confronto i deputati della Lega Nord sembrano giganti delle istituzioni – e non stupisce che il movimento abbia difficoltà a presentare in Parlamento i disegni di legge per la mancanza di esperti nel settore legislativo – ad ammetterlo è Adriano Zaccagnini, deputato M5S. La cosa più odiosa, poi, è che a quest’ignoranza non si accompagna neanche un briciolo di modestia, al contrario, i deputati grillini, anziché tenere un profilo basso, hanno già dato prova in più di un’occasione di spiccare per arroganza e maleducazione.

E adesso chi glielo spiega che non si stanno dimostrando all’altezza del proprio ruolo (come del resto era anche piuttosto facile prevedere)? Forse c’è un’espressione che potrebbero riuscire a capire, o almeno dovrebbe suonar loro familiare: A CASA!

Commenti

10 commenti to “Perché non avreste dovuto votare Movimento 5 Stelle”

  1. Just Random
    marzo 27th, 2013 @ 12:04

    Sarebbe interessante capire se dietro alle scelte del m5s esistano un disegno e una direzione (d’intenti) precisa o se semplicemente esse siano un’incarnazione becera dell’antipolitica, tanto mutevole quanto inutile.

  2. Manfredi Pomar
    marzo 27th, 2013 @ 13:34

    Ciao e grazie per il commento! Per come la vedo io, Grillo è convinto che con questa linea oltranzista guadagnerà ulteriori consensi in vista delle prossime elezioni, è convinto di confermarsi campione di coerenza agli occhi di molti milioni di cittadini e lui vuole governare. Non esistono alternative. Il M5S non è un movimento aperto al confronto democratico, al dibattito, alla discussione delle proposte (altrui): o passa la sua linea o niente, anche a costo di mandare a rotoli un Paese e con l’Italia l’Europa intera (cosa che secondo me Grillo si augura anche, a sentire dai discorsi che fa sulla necessità di far crollare la civiltà occidentale). Quindi o gli altri partiti gli affidano il governo (nonostante sia “solo” la terza forza politica del Paese e non avrebbe alcun diritto per avanzare questa richiesta) o si limita a guardare in attesa delle nuove elezioni (convinto che così si appresti a vincerle, cosa che gli permetterebbe di avere il governo). Peraltro è sempre stato piuttosto chiaro in proposito, l’ha sempre detto “o gli altri partiti fanno quelli che vogliamo noi o noi aspettiamo di diventare la prima forza e a quel punto realizziamo comunque il nostro programma”. Le vite di 60 milioni di cittadini tenute in scacco da uno psicopatico.

  3. Just Random
    marzo 27th, 2013 @ 14:51

    Ciao! Mi trovi d’accordo su tutta la linea perchè vedo le cose quasi nello stesso identico modo: quello che mi incuriosisce però sarebbe conoscere a cosa puntino nella prospettiva di essere effettivamente al governo. Uno dei punti focali della campagna del m5s è sempre stato l’attacco frontale ad un sistema politico (ma più in generale del sisitema Italia) che è eufemicamente zoppicante.
    Esistono però tanti modi per cambiare un sistema che non funziona: mi chiedo quale sia il loro e soprattutto a cosa voglia(no) arrivare. I segnali fino ad ora sono stati quantomeno allarmanti.

  4. Manfredi Pomar
    marzo 27th, 2013 @ 16:55

    A giudicare proprio da quei segnali allarmanti mi auguro non ci toccherà mai scoprirlo…

  5. Budde
    aprile 1st, 2013 @ 20:25

    Grillo e Casaleggio non hanno intenzione nè di governare nè aspirano al 51% o 100% dei consensi.

    Alle boiate della democrazia diretta non ci credono neanche loro.

    Il loro scopo, essendo un partito di estrema destra, è impedire alla sinistra di governare. Del tutto legittimo, per carità. L’unica differenza con l’invenzione Berlusconi (invenzione della destra italiana per impedire alla sinistra una vittoria schiacciante e quindi anche culturale) è che questi si presentano come come apartitici e popolari. E cioè quella che storicamente è riconoscibile come propaganda di destra reazionaria.

    Il fatto,ad esempio, che si parli di costi della politica in maniera ossessiva e non di come affrontare i sommovimenti storici (secolari?) finanziari e politici europei (cipro ungheria)la dice lunga sulla debolezza dei partiti che dovrebbero combattere questo insulto alla civiltà che è il grillismo.

  6. Manfredi Pomar
    aprile 2nd, 2013 @ 08:57

    Sul fatto che non vogliano il potere non ci giurerei e dubito non vogliano far governare solo il centrosinistra. Inoltre non credo neanche che sia un partito di estrema destra: il m5a è un ibrido ben riuscito, tant’è che attrae anche parte dell’elettorato di sinistra con quella spruzzatina di no tav, no global, ecologismo, ecc. Il fatto che al suo interno militino ex comunisti (es. Pepe) la dice lunga; inoltre una parte dell’elettorato voleva l’accordo col Pd proprio per la vicinanza di alcuni punti programmatici.
    Infine eviterei di etichettare sempre tutto come manifestazioni che hanno il solo scopo di far saltare la “naturale” vittoria del centrosinistra (che tanto scontata a quanto pare non è…). Se superasse i suoi vecchi modelli, tornasse a parlare ai cittadini e la smettesse di vedere in se stessa una (presunta) superiorità morale, intellettuale e culturale forse avrebbe qualche chance. Fino ad allora non può che essere, a mio avviso, votata a perdere. Tu dici per merito di personaggi come Berlusconi e Grillo; io dico per demerito personale.

  7. Andrea
    aprile 4th, 2013 @ 10:06

    Avevo definito “lungimirante” il precedente post “Dieci buone ragioni per non votare per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo”. Ora il tempo da ragione a chi sosteneva e sostiene che non bisognava dare ascolto alle parole di Grillo. Capisco la rabbia di molti, capisco che molti siano animati da buone intenzioni ma penso che bisogna sempre diffidare da chi per far sentire le proprie ragioni deve urlare, offendere e denigrare sapientemente chiunque sia contro il proprio pensiero. Spero che molti italiani si ravvedano non tanto del voto dato ma del sostegno a Grillo per questo suo linguaggio mistificatore e ingiurioso e al M5S per la mancanza assoluta di confronto verso l’esterno. Complimenti per l’articolo.

  8. Manfredi Pomar
    aprile 4th, 2013 @ 15:37

    Grazie Andrea, a dire il vero per me non c’è nulla di così lungimirante nei due post, al contrario, contengono ovvietà imbarazzanti. La cosa che mi preoccupa è proprio questa: in Italia l’elettore-medio non riesce a comprendere neanche le cose più ovvie!

  9. sandro
    aprile 22nd, 2013 @ 14:39

    per quanto sono d’accordo sui punti apparentemente ambigui che caratterizzano questo movimento….devo dissentire con le numerose critiche e l’accanimento critico nei confronti di questa parte politica …che secondo me in questo momento storico dovrebbero essere rivolte agli altri che in 20 anni nn sono riusciti a concludere nulla in particolare per la presenza di un uomo che si è presentato come appartenente ad una loggia massonica considerata uno degli scandali più evidenti al mondo dal ’48 ad oggi! (tra l’altro negando con la sua arma preferita la menzogna… poi ampiamente smentita)e si è fatto strada fino ad arrivare alla corruzione di parlamentari per determinare il crollo del governo “avversario” eh un uomo infine che nn sa neanche minimamente cosa sia la costituzione e il rispetto per essa in quanto grazie alle sue manie totalitariste ha già provveduto a modificare per avere libertà di agire e di compiere reati senza essere perseguitato… e che una volta salito ad un governo anche di larga intesa sarebbe disposto a riformare ulteriormente la costituzione nei suoi principi democratici come la complessità dell’iter legislativo …i poteri della corte costituzionale e del governo stesso per dargli l’opportunità di essere più operativo e quindi formare una vera e propria oligarchia dove lui sarebbe capace di svolgere tutti i suoi cacchi in grazia di Dio…. cari esperti care persone molto più sapenti e lungimiranti di me vi invito a riflettere principalmente su un’azione molto subdola molto ben nascosta da un’evidente ipocrisia…. che viene attuata oramai da anni da questo personaggio… si è vero, il movimento 5 stelle non mostra essere più maturo…. ma sicuramente è nato per spodestare il il parlamento da questa politica corrotta egoista e ipocrita oramai da anni….è ora che nuove forze si facciano avanti…e se l’unico modo è quello di impuntarsi fino al punto di sembrare anti democratici pur di farsi spazio…beh io dico che lo facciano pure i nuovi protagonisti…!!!!

  10. Manfredi Pomar
    aprile 22nd, 2013 @ 16:03

    Grazie per il commento, Sandro, ma permettimi di dissentire. Dire, come fai tu, che bisognerebbe sorvolare sul M5S solo perché gli altri sono meritevoli di maggiori attenzioni è un discorso che per me fa acqua da tutte le parti. Le critiche non vanno rivolte a questo o a quel soggetto politico in base al vento che tira e alla convenienza del momento storico: se uno fa cazzate va criticato, in qualsiasi caso, in qualsiasi momento. E il fatto che sia criticabile chi ha occupato la politica negli ultimi 20 anni non è una valida ragione per risparmiare critiche al Movimento 5 Stelle, tanto più se consideriamo che chi ha preceduto il M5S è già stato ampiamente criticato nel corso di questi benedetti 20 anni per le colpe di cui si è macchiato.

    Anche il discorso sullo spodestare questa classe politica mi lascia perplesso, non tanto perché non creda nella necessità di rinnovamento (al contrario, credo fermamente in questa necessità) ma perché bisogna anche porsi il problema di chi stiamo mandando a rimpiazzare questi politicanti. Non è vero che uno qualunque va bene, che chiunque può sedere alle Camere e fare un buon lavoro, bisogna smetterla con queste illusioni, e a mio avviso, anche da questo punto di vista, il M5S non si prefigura come soggetto ideale per un cambiamento che sia in meglio.

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