Manfredi Pomar

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Tassazione delle rendite finanziarie: il circo della politica in tv

di Manfredi Pomar | 10 febbraio 2013 | 4 commenti

Avrei voluto dedicare un post al 9 febbraio 1849 e alla Repubblica Romana, come mia abitudine, o, in alternativa, all’anti-meeting di Fare per fermare il declino, ma mi è stato segnalato un video che non potevo non commentare e così eccomi qua a scrivere di rendite finanziarie.

La trasmissione è Omnibus, in onda su La7: Francesco Boccia (PD) e Irene Tinagli (Lista Monti) fingono di punzecchiarsi sulla tassazione delle rendite finanziarie, dimostrando entrambi un’ignoranza pressoché totale in materia finanziaria; tutto questo sotto gli occhi dell’ineffabile Fubini (quello de «quando l’Italia perde è sempre colpa dell’arbitro Moreno», e infatti il giornalista del Corsera era il primo a cercare fattori esterni contro cui puntare il dito per spiegare l’aggravarsi della crisi italiana…), che almeno ha usato l’accortezza di rimanere in religioso silenzio durante l’imbarazzante scambio di battute.
Un quadretto niente male. Irene Tinagli non sapeva neanche a quanto ammontassero le aliquote sulle rendite finanziarie; Francesco Boccia, volendo spingersi oltre, arrivava a sostenere che in Italia «la tassazione sui derivati non ce l’abbiamo» – affermazione fuorviante e per certi versi anche inesatta. Per dire, i CFD sono derivati e il reddito generato dall’uso di questi strumenti finanziari va dichiarato perché già soggetto a tassazione. Non mi aspettavo che qualcuno in trasmissione lo sapesse, però credo sia lecito chiedere che a trattare certi argomenti vada gente competente in materia…

Detto ciò, è interessante notare che, proponendo un ulteriore aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, il deputato del PD ha implicitamente ammesso non solo che aveva fatto bene Giulio Tremonti a muoversi in quella direzione (è all’ex ministro del governo Berlusconi che si deve un primo parziale aumento delle aliquote), ma che avrebbe dovuto persino osare di più (Boccia parlava di un’aliquota al 23%)! Ora, se tutti vogliono stratassare le rendite finanziarie (da Vendola a Tremonti, passando per i deputati del PD), sarà mica un nobilissimo gesto? Verrebbe da pensarlo, eppure no, cari miei, non lo è.
E si tratta anche di un intervento stupido, l’ennesimo.

rendite finanziarie risparmio tasse Italia politica finanzaPrimo, come accennato da Irene Tinagli, si pone il problema della mobilità, che tra l’altro si era già posto per la Tobin Tax (approvata – guarda un po’ – proprio dal governo Monti: mi chiedo come non possa Irene Tinagli cogliere una certa incoerenza nelle proprie parole…). I capitali possono essere spostati con una certa facilità e, aumentando la tassazione, si corre il rischio di una fuga di capitali verso lidi più accoglienti. Secondo, si tratta di redditi che vengono tassati una seconda volta. Il risparmio, infatti, è ciò che resta del reddito al netto delle tasse, dell’inflazione e delle spese personali. Se un contribuente, al netto delle tasse, risparmia cinquemila euro e decide di reinvestirli per farli fruttare è già indegno che si veda tassare nuovamente quei soldi dallo Stato… che debba pure accettare di farseli stratassare è stomachevole! Infine simili iniziative sono anche da ritenersi assolutamente incostituzionali, almeno fino a quando l’articolo 47 della nostra Costituzione – la cui bellezza viene tirata in ballo solo quando conviene – continuerà a recitare che «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme». E non ci vuole un Master alla Bocconi per capire che un ulteriore aumento della tassazione sulle rendite finanziarie finisce con lo scoraggiare chi investe. Se la Tobin Tax andava a danneggiare il piccolo risparmiatore, facendogli lievitare il costo di ogni singola transazione (quindi anche la rischiosità della stessa), non sortisce effetti tanto diversi un’aliquota elevata sulle rendite finanziarie: per chi investe, infatti, il guadagno rischia di diventare così esiguo da non giustificare più l’intera operazione.

Certe proposte rientrano a pieno titolo nella crociata contro il risparmio attualmente in corso in Italia, una crociata che muove da vecchi pregiudizi (sulla ricchezza) e da una errata comprensione del fenomeno-risparmio. Continua infatti a sopravvivere l’idea che si tratti soltanto di capitali sottratti al sistema economico, ma il risparmio non è un consumo mancato bensì un consumo (possibilmente maggiore) spostato più in là nel tempo. Einaudi docet.
Difficile che lo capiscano gli squali che siedono (e vorrebbero tornare a sedere) alle Camere; quelli che, con la bava alla bocca, non tolgono gli occhi dai vostri risparmi, su cui vogliono mettere mano (oggi stesso, mica possono aspettare che gli investimenti portino i loro frutti!) per continuare a foraggiare i mille sprechi del Belpaese senza dover intaccare alcunché del mega-apparato statale…

Commenti

4 commenti to “Tassazione delle rendite finanziarie: il circo della politica in tv”

  1. Mark
    febbraio 12th, 2013 @ 15:32

    Ho deciso… Io alle elezioni voto POMAR! L’unico onesto che farebbe davvero l’interesse dei cittadini!
    Però una cosa me la spieghi? Perché Boccia ha torto a dire che non abbiamo una tassa sui derivati? Sei sicuro che ce l’abbiamo?!

  2. Manfredi Pomar
    febbraio 13th, 2013 @ 14:49

    Ti ringrazio per la fiducia ma non sono interessato a una poltrona a Roma… Preferisco lavorare, io… :-D
    Il discorso è complesso. Una tassa sui derivati, così per come la intende Boccia, non c’è ma non avrebbe alcun senso introdurla. Boccia parla di derivati come se si trattasse di bot, ma quando noi parliamo di derivati ci riferiamo a un’ampia gamma di strumenti finanziari e il reddito che viene dall’uso di questi strumenti è già tassato, quindi fa solo demagogia per spostare l’attenzione dalla proposta molto più concreta dell’aliquota al 23% sulle rendite finanziarie (che sarebbe a pieno titolo una rapina nelle tasche dei risparmiatori, incluse quelle fasce della popolazione che il PD, a parole, dice tanto di voler tutelare e rappresentare). PD = Tafazzi

  3. Mark
    febbraio 14th, 2013 @ 18:55

    Ora mi è più chiaro! Comunque leggi qui: http://veritafavole.corriere.it/2013/02/14/pierluigi-bersani/
    Oggi anche il Corriere smaschera le panzane di Bersani e del PD… Mi sa che alla redazione del Corriere leggono manfredipomar.com! ;-)

  4. Manfredi Pomar
    febbraio 15th, 2013 @ 13:19

    Guarda, Mark, ho il voltastomaco. Grazie per la segnalazione dell’articolo, mi ha ispirato per un nuovo post!

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