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Matteo Renzi ha ragione, chi dice che la crisi economica è finita mente

di Manfredi Pomar | 21 ottobre 2012 | nessun commento

Nonostante il rottamatore sia già da rottamare a sua volta, Matteo Renzi c’ha preso quando ha ricordato che «chi dice che la crisi è finita vi prende in giro». Il recente andamento dello spread Btp-Bund sembrerebbe suggerire il contrario – come anche il differenziale tra Bonos spagnoli e titoli di stato tedeschi – ma l’amara verità è che le ragioni che hanno scatenato e alimentato la crisi in tutti questi mesi non sono certo venute meno, per cui il recente miglioramento può essere considerato soltanto una temporanea, illusoria fase di stallo.

sei mesi di spread btp bund differenziale Italia Germania 10 anni

Per chi si stesse chiedendo cosa ha causato questo cambiamento apparente, due sono le possibili spiegazioni. Innanzi tutto, per la prima volta dall’inizio della crisi, la Germania ha finalmente fatto outing: ammettendo di avvertire la contrazione delle altre economie UE (a cui la Germania destina più della metà del proprio export), gli istituti economici tedeschi, che hanno recentemente visto al ribasso le stime di crescita, potrebbero aver implicitamente dato il via a una nuova ondata di acquisto di titoli di Stato della periferia. Non è da escludere che proprio le banche tedesche possano aver giocato un ruolo determinante in tal senso.
La seconda possibile spiegazione è invece legata allo scudo offerto da Francoforte, anche se di fatto non è ancora stata avanzata alcuna richiesta di aiuto alla BCE. Evidentemente la sola minaccia è bastata a far quietare i mercati o forse è stata la consapevolezza che alla fine la Spagna dovrà pur chiederli questi benedetti aiuti.

In ogni caso, cari miei, non illudetevi che sia tutto bell’e risolto.
I Paesi in difficoltà godranno ora di un periodo di relativa calma, sì, ma non potranno permettersi il lusso di crogiolarsi sugli allori o quando la crisi tornerà a mordere (e accadrà, se in Europa si farà finta che sia tutto risolto) la BCE ne avrà di tensioni da sopire… Se l’Unione Europea – e l’eurozona in particolare – non vorrà risvegliarsi ancora più povera (di quanto non sia) farà bene a darsi da fare anziché prendere sonno serenamente, illudendosi che il peggio sia già alle spalle.

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