La piccola Slovacchia insegna qualcosa ai grandi d’Europa
Finalmente un parlamento europeo si è espresso contro l’estensione del fondo salva-Stati (EFSF). Non in Finlandia, non in Germania, ma nella piccola Slovacchia. In realtà c’è poco da festeggiare, perché il voto di ieri ha anche fatto cadere il governo, ragion per cui verrà ripetuto (probabilmente tra una settimana) dopo un rimpasto che porterà quasi certamente alla vittoria del sì nonostante la fiera opposizione di Richard Sulik – voce isolata in Europa nel ricordare che il debito non si combatte con altro debito.
Ma allora perché esultare? Innanzi tutto perché la speranza è l’ultima a morire, anche se – rimanendo con i piedi per terra – è evidente che la Slovacchia non ha il peso politico per fronteggiare l’asse franco-tedesco sul salvataggio della Grecia. In secondo luogo Papandreou deve capire che la pazienza ha un limite: per i cittadini di alcuni Paesi quel limite è già stato superato. Terzo, la Slovacchia ha (temporaneamente) dato un’importante lezione di democrazia a tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, Germania compresa: se pensiamo che nel Paese della Merkel due terzi della popolazione si sono detti contrari all’estensione del fondo e la decisione è invece stata approvata dal Bundestag con un enorme scarto (523 voti favorevoli contro appena 85 contrari) viene da chiedersi se il paternalismo della classe politica tedesca – ma non è un discorso che vale per la sola Germania – non sia in aperto contrasto col concetto di rappresentanza democratica. E’ il problema del crescente scollamento tra politica e cittadinanza a cui facevo riferimento due giorni fa. Infine lo scetticismo slovacco si scontra con la recente linea-Sarkozy. Il parlamento slovacco è stato l’unico a esprimersi sull’estensione del fondo da quando si è iniziato a ipotizzare un suo utilizzo per la ricapitalizzazione delle banche europee e dalla Slovacchia assicurano: «non siamo contro il salvataggio delle banche». Ma perché la Slovacchia – questo si chiedono i cittadini – dovrebbe salvare banche estere? Certo, agli slovacchi si può provare a spiegare che le banche europee hanno contribuito al rapido sviluppo del Paese, ma la verità è che la linea-Sarkozy è destinata a incontrare resistenze tra i cittadini di tutta Europa. Del resto il fondo EFSF è stato pensato per aiutare gli Stati in difficoltà, non per difendere il rating di un Paese le cui banche hanno anche goduto di tutto il tempo necessario per ridurre l’esposizione in Grecia. Pierrot se ne farà una ragione.






