Ancora sul forex: leva, competenza, conflitto d’interessi
Proseguo il mio sproloquio sul foreign exchange. Oggi partirei da un semplice interrogativo: perché, diversamente da ciò che si fa credere comunemente, il forex non è per tutti?
Innanzi tutto per la leva, che va utilizzata con una certa cautela. Lo sanno bene i trader che già conoscono i CFD; per tutti gli altri una breve spiegazione. Nel trading tradizionale chiunque volesse operare con 1.000 azioni di una data società dovrebbe acquistare le 1.000 azioni in questione al prezzo di mercato; non è così nel foreign exchange, dove il trader non deve possedere concretamente i dollari, gli euro e le sterline che scambia sul mercato. L’eventuale profitto (o perdita) è il risultato di una “scommessa” sull’andamento del mercato sottostante (per questo è possibile fare profitti anche quando il mercato è al ribasso): questo permette al trader di iniziare a operare dopo aver versato una minore somma (margine), tuttavia con l’investimento di partenza può controllare una posizione maggiore, attraverso la leva, appunto.
Un esempio concreto: se per ogni punto (pip) di profitto guadagnate un euro, chiudendo un’operazione a +10 pip avrete guadagnato 10 euro; utilizzando invece una leva maggiore (es. 1 pip = 10 euro), ne avrete guadagnati 100. Il problema è che lo stesso discorso vale nel caso di perdita. Con 10 euro a pip, se quel +10 fosse stato invece un -10 avreste perso 100 euro. Immaginate di aver aperto un conto con soli 300 euro: vi basterebbero poche operazioni di esito negativo con una leva alta per perdere l’intero investimento iniziale. La leva, quindi, è un’arma a doppio taglio che richiede esperienza, un trader sprovveduto, alle prime armi, rischia invece di commettere gravi ingenuità.
Molti vi diranno che guadagnare sul forex è semplice perché l’insider trading qui è impossibile: le informazioni sono a disposizione di tutti, quindi basterà tenersi aggiornati per prevedere i prossimi movimenti del mercato valutario (analisi fondamentale). Non è così, credetemi, chi sostiene che è sufficiente fare analisi macro o è stupido e incompetente o bugiardo e in malafede. E’ un ragionamento che potrebbe avere qualche fondamento nel caso in cui la posizione rimanesse aperta per un lungo lasso di tempo (badate: una maggiore durata non implica anche una più significativa variazione di prezzo al momento della chiusura) ma sul foreign exchange la maggior parte delle operazioni si aprono e chiudono in un breve intervallo di tempo (da un paio d’ore a meno di un minuto, nel caso di scalping): sapere se una banca centrale intende alzare i tassi diventa ininfluente perché i trend che si alternano in un breve intervallo di tempo sono semmai il risultato delle decisioni dei market maker, la cui enorme quantità di operazioni orienta il mercato ora in un senso, ora nell’altro. Non in maniera del tutto casuale, ma interviene un numero talmente elevato di fattori da renderne di fatto imprevedibile l’andamento.
Infine c’è un problema non di poco conto, quello del conflitto d’interessi tra broker e trader. Ho già fatto esempi concreti di come un trader possa venire deliberatamente svantaggiato dal broker, comunque in linea di massima il divieto di fare scalping e la pratica dello slippage sono una diretta conseguenza della natura conflittuale del rapporto tra broker e trader. In fondo per il broker poco professionale i profitti del trader non sono altro che una perdita.
Ci sono quindi alcune cose che dovreste sempre tenere a mente: molti broker operano a loro volta sul mercato; esiste il rischio di una manipolazione delle operazioni da parte di un dealer; altri operatori potrebbero essere informati sugli ordini del trader. Per queste ragioni il modello del market maker generalmente usato dai broker ha sempre prestato il fianco a svariate critiche.
A onor del vero il problema è stato superato con il Direct Market Access, ma il modello del market maker resta quello dominante, ecco perché la scelta del broker è importante tanto quanto il livello di esperienza e competenza del trader.
Con questo non voglio dire di scartare il forex a priori, ma prima di rimetterci di tasca vostra vi consiglio di valutare seriamente quanto scritto fin qui.





