Anche i ricchi (e gli speculatori) piangano
Chi scrive non possiede un SUV e in tutta franchezza li reputa un aborto dell’industria automobilistica mondiale (de gustibus), tuttavia devo ammettere che la tremontiana idea di tassarli mi ricorda questo vecchio manifesto (a seguire la mia rielaborazione).


Se non fosse che Tremonti è ministro in un governo che vorrebbe spacciarsi per liberale e contrario alla cosiddetta “vendetta sociale” (dunque non un esponente di Rifondazione Comunista) direi che c’era d’aspettarselo. Aveva ragione Galan, Tremonti è il socialista di sempre, per di più – questo lo aggiungo io – un socialista con una certa passione per la demagogia (non a caso è l’uomo del PdL più vicino alla Lega, il partito che vanta una lunga tradizione in tal senso). Ricordate la volta che si mise a sproloquiare sull’esistenza di una moneta buona e una cattiva (per la gioia degli amanti delle teorie cospiratorie)? Ecco, con questa sua manovra ha superato se stesso.
Non credo servano due o tre lauree in Economia per capire che in realtà l’Italia sta capitolando per ragioni ben diverse da quelle che può raccontare in giro un Tremonti qualsiasi. I tagli più significativi sono stati rinviati al 2014 ma il dramma (di questo si tratta) è che oltre il 40% del nostro debito scadrà nei prossimi due anni: alla luce di questo fatto le agenzie di rating hanno torto o ragione a nutrire serie perplessità sulle prospettive dell’economia italiana? Certo, si può dare la colpa a chi liquida i nostri titoli di Stato e suggerisce ad altri di fare altrettanto, ma sarebbe più sensato chiedersi perché questo avvenga, assumersi le proprie responsabilità e cercare di risolvere il problema, anziché tentare di aggirarlo.

In Italia? Dove al Tesoro è possibile trovare il clone maschile della socialista Anni Podimata? Non sia mai! Perché lo Stato dovrebbe scendere a compromessi con il mercato quando dispone del più temibile fra tutti gli strumenti coercitivi? Ecco allora che si ricorre prontamente all’idea del prelievo per scoraggiare le operazioni di trading, eccezion fatta – strano il caso, a volte… – per quelle che riguardano le negoziazioni di titoli di Stato. Andando a lezione di economia da un purista del dirigismo come Tremonti imparerete non solo che esistono una moneta buona e una cattiva, ma anche un trading buono (quello che torna utile al governo per ridurre lo spread Btp/Bund) e un trading cattivo: compito dello Stato è incoraggiare il primo a scapito del secondo. Insomma, sempre la solita storia: quello italiano è uno Stato che quando non sa stare alle regole del gioco cerca di cambiarle in corsa, a suo favore.
La verità è che né a destra né a sinistra si è mai studiato un piano coerente di tagli alla spesa. E se anche fossero già a disposizione di chi governa corposi dossier sulla questione, come ha sottolineato l’ottimo Ricolfi, non cambierebbe nulla:
Ogni categoria, ente, territorio colpito mobiliterebbe sindacati, associazioni di categoria, tribunali, televisioni, quotidiani per salvare se stesso, naturalmente invocando l’assoluta indispensabilità delle funzioni che esso svolge, naturalmente nell’esclusivo interesse della comunità. Un coro generale si leverebbe contro il governo, l’indignazione popolare monterebbe, il lavoro dei tecnici sarebbe duramente contestato da altri tecnici, si sentirebbe di nuovo parlare di «macelleria sociale», «attacco al welfare» e alle conquiste dei lavoratori, eccetera eccetera.
In poche battute Ricolfi ha raccontato l’Italia degli ultimi vent’anni. E ha indubitabilmente ragione quando sostiene che la manovra di Tremonti rappresenta l’inevitabile risposta a un modello di questo tipo, ma può questa consapevolezza rendere meno inutile una siffatta manovra?






30 giugno 2011 - 22:58
ahahahha! muoio! l’idea del manifesto elettorale è GENIALE! troppe risate! xD
01 luglio 2011 - 08:47
Ahahah! Grande! Peccato la realtà sia meno comica…
Poi sul trading cosa spera di concludere così? Mah!!!
PS: il sunto di Ricolfi è da incorninciare!
01 luglio 2011 - 14:05
Spesso le grandi banche flooddano (perdonami il termine poco tecnico) quando fanno trading, l’intento è impedirlo. Probabile che Tremonti non abbia voluto applicare lo stesso prelievo al trading sui titoli di Stato per evitare che si dicesse “vedete, vuole scoraggiare gli investitori dal liberarsi dei Btp”. In verità però, secondo me, così facendo vuole solo andare a favorire i nostri Btp scoraggiando le operazioni di trading di altro tipo. Se sai che un’operazione è tassata a un’altra no, su quale sarai più propenso a investire? L’imbecillità della scelta comunque è evidente: di fatto la tassazione fa partire l’investitore con uno svantaggio maggiore su ogni titolo acquistato, cosa quindi che non solo incentiva gli operatori a non operare ma oltretutto rende il sistema più sensibile a flash crash. Non mi aspetto che un ragioniere degno della più triste DDR possa arrivare a comprendere qualcosa del genere, Tremonti dovrebbe far coppia con la Merkel, li vedo bene assieme.
Quanto a Ricolfi, se la gente di sinistra leggesse più spesso ciò che Ricolfi ha da dire il livello intellettuale della sinistra di oggi sarebbe sicuramente più alto. Ma si sa, preferiscono continuare a ragionare seguendo schemi morti e sepolti. Contenti loro…
01 luglio 2011 - 23:05
Se non lo sai già ti segnalo questo: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-07-01/tassazione-trading-bancario-trasferimento-180716.shtml?uuid=AaGS7akD
A quanto sembra c’ha già ripensato!
02 luglio 2011 - 08:13
Sapevo, infatti ero tentato di aggiornare il post ma poco cambia. E’ gia grave che abbia anche pensato qualcosa del genere; ancora più grave è che l’abbia fatto senza neanche conoscere il quadro comunitario: e questo sarebbe un Ministro dell’Economia? Ma per carità, i soliti disegni raffazzonati della nostra imbarazzante classe politica!