Manfredi Pomar

libero pensiero in libero mercato

Il federalista più frainteso della storia

di Manfredi Pomar | 24 giugno 2009 | nessun commento

Hanno bisogno i popoli di sempre nuovo lavoro per tenere vivaci e sveglie le loro facultà. I sistemi devono tenersi sempre aperti, un sistema compiuto e chiuso diviene il sepolcro dell’intelligenza e della virtù che lo ha tessuto. [...] Fin dal risurgimento delle scienze, le menti costrette a combinare tanti discordanti pensieri, si resero in questo continuo sforzo sottili, audaci, libere. Acquistarono potenza d’emanciparsi da ogni sistema chiuso e di scuotere ogni giogo d’autorità, seguendo risolutamente e impavidamente l’unico lume dell’esperienza e della ragione. Dall’esperienza e dalla ragione sempre nuove scoperte; continua mobilità e incertezza di sistemi, se non in quanto per la loro verace utilità possano giustificarsi; quindi continua necessità di nuove elaborazioni e scoperte. E perciò nell’Europa una forza espansiva preme e incalza i sistemi tradizionali, tanto delle nazioni barbare le cui facultà non furono peranco esercitate, quanto delle nazioni vetuste le cui facultà erano già ricadute nel sonno. L’opposizione inconciliabile dei principii confusamente in Europa abbracciati, l’inesauribilità del processo esperimentale, e la ragione dei popoli, sciolta ormai da ogni vincolo di tradizione, preparano al genere umano un’indefinita carriera e gli promettono una perpetua gioventù.

Le parole che avete appena letto sono di Carlo Cattaneo: patriota italiano, lombardo e federalista. Promotore di un federalismo illuminato, nulla a che vedere con la gretta visione che i leghisti hanno di Stato Federale.
E ricordate: Renzo Bossi, il figlio del Senatur, è riuscito a farsi bocciare all’esame di maturità anche presentando una tesina su Cattaneo. Non oso immaginare cosa sarà riuscito a mettere in bocca al federalista di cui tutti i leghisti si dichiarano figli ma del cui pensiero dubito fortemente abbiano capito qualcosa. Altrimenti non direbbero le cose che dicono…

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